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14.05.2014 Un'altra Europa: dalla crisi alla cooperazione

Mercoledi 14 maggio - ore 17
Università La Sapienza, Facoltà di Ingegneria - Via Eudossiana 18 (S. Pietro in Vincoli) aula 17 (nel chiostro)

Presentazione e discussione sul volume:
Un'altra Europa: dalla crisi alla cooperazione
di Bruno Amoroso e Jesper Jespersen

Introduce e presiede - Enzo Scandurra, docente facoltà di Ingegneria
Discutono con l'autore:
Monica Di Sisto, vicepresidente di Fairwatch, docente di modelli di sviluppo;
Salvatore Bonadonna, Presidente del Centro Studi ASSET;
Alfonso Gianni, Direttore Fondazione Cercare Ancora
Patrizia Sentinelli, AltraMente

Questo pamflet deve essere letto come un appello ai partecipanti che dominano nel dibattito sull'Unione Europea a ravvedersi.
Noi stessi abbiamo partecipato a questo dibattito per più di 30 anni, ma quello che lo caratterizza è che nessuno ascolta gli argomenti dell'altro.
I due fronti nel dibattito per o contro l'UE continuano a scavare nella propria trincea convincendosi sempre di più delle proprie ragioni e che il torto è dall'altra parte. Tutto ciò produce danni irreparabili alla cooperazione e certamente alla convivenza nell'UE.

La riposta deII'éIite di Bruxelles a ogni ulteriore sfida è’più Europa; poiché l'obiettivo è ‘gli Stati uniti d'Europa’.
La crisi si supera quindi con una più forte e rapida integrazione, senza alcuna comprensione o anche indipendentemente dal fatto che i popoli auspichino una maggiore integrazione.

Questo dubbio popolare viene spazzato via come populistico, nazionalistico e fondamentalmente irragionevole.
Gli euroscettici, che riscuotono grande successo in tutti gli Stati membri, in particolare in Gran Bretagna, si dichiarano semplicemente stufi dell'UE. Si oppongono a tutte le direttive che provengono da Bruxelles e puntano alla riconquista della sovranità nazionale.

Affermano che il diritto di decidere anche della più piccola curvatura dei cetrioli europei deve essere una decisione nazionale.

Noi facciamo appello aII'éIite di Bruxelles e agli ’euroscettici’di pentirsi, altrimenti l'UE andrà al collasso, il che sarebbe una tragedia per tutti.

L'Europa è una necessità e questo ce lo insegna la storia. È stato il bisogno di una ‘Europa di pace”che ha mosso i primi passi della cooperazione eEuropea; ma questo è oggi diventato una parentesi sostituita dall'economia, dal pensiero unico e dagli incubi di grandezza delle grandi potenze europee.

È perciò imbarazzante assistere alla assenza di solidarietà che Londra, Berlino, e Bruxelles hanno dimostrato durante la crisi verso i grandi gruppi di popolazione a sud e a est che sono precipitati nella povertà e nella miseria.
Per questo appare arrogante e quindi ripugnate quando i paesi membri più grandi e più ricchi fanno la predica ai più colpiti di"mettere in ordine la propria casa".

Indipendentemente dal punto di osservazione, da nord o da sud, questa polarizzazione e destabilizzazione della cooperazione dell'UE deve arrestarsi. Questo può avvenire solo se l'élite di Bruxelles si converte a una comune responsabilità che comporta solidarietà e questo ha un prezzo.

Nel contempo gli ’euroscettici'devono comprendere che lo scioglimento dell'UE trasformerebbe una situazione difficile in una senza speranza e trasformare i ricordi degli anniTrenta in realtà con un seguito di ancora maggiori disgrazie.

L'UE è oggi sulla via di una paralisi e il rischio di un suo collasso. Le prossime elezioni europee forniranno la dimostrazione di queste tendenze. Noi ci interroghiamo, dove sono coloro - politici e opinionisti - che hanno il coraggio e vogliono costruire un ponte? Per queste ragioni facciamo questo APPELLO a riflettere nel dibattito e nelle politiche per rimettere al centro la pace e la solidarietà in Europa.

Bruno Amoroso e JesperJespersen
Organizzano: AltraMente, Asset, Centro Studi Federico Caffè

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