La tecnologia al servizio del male

La tecnologia al servizio del male

di Canio Trione (Corriere Nazionale)

Le conquiste tecnologiche sono il fiore all’occhiello dell’Occidente. Il progresso tecnologico è per tutti noi il segno e la sostanza della civiltà e dell’emancipazione dal bisogno e dai pericoli; niente è più venerato ed atteso della novità che viene dalla ricerca scientifica. Recente indiscusso simbolo di questa grande cosa che è il progresso è l’internet e le tecnologie relative. Anche il futuro dell’economia è affidato alla capacità degli imprenditori di innovare prodotto e processo. “Nuova tecnologia” è ormai sinonimo di “meglio” mentre la “vecchia” è per ciò stesso superata.

Da qualche tempo però qualcuno mette in guardia da questa nuova religione. Forse senza internet le Torri gemelle sarebbero ancora lì; senza tanto progresso nelle comunicazioni e nei trasporti i conflitti sarebbero meno globalizzati e limitati alle aree di provenienza degli esaltati. Anche gli attentati non sarebbero così diffusi e diffondibili.

Però ci dicono che ulteriore nuova tecnologia ci difenderà dall’uso “cattivo” della vecchia e quindi si insiste ancora in nuova tecnica in una spirale apparentemente priva di fine.

“non esiste una tecnologia buona ed una cattiva” insistono i neo filosofi dell’innovazione “ma un uso che se ne fa che può essere buono o cattivo”. Con questa affermazione semplicistica e quindi inattaccabile si concludono i dibattiti e si torna alla corsa alla nuova scoperta ed invenzione.

Eppure, quando si è messa a punto la bomba atomica e la relativa tecnologia nucleare si è visto che, anche a volerne fare un uso “buono”, rimaneva il fatto che la potenza implicita a tale tecnica era troppo grande per essere governabile e per non essere pericolosa. Né si può essere certi che nei secoli futuri non vada a finire in mani poco raccomandabili. A ben vedere anche l’innocuo ed utilissimo motore a scoppio se montato su un panzer o su un aereo da bombardamento diventa terribile arma di uccisione di massa. Come anche il motore a reazione o i satelliti… per non parlare del danno ambientale prodotto da plastiche e altri prodotti “indistruttibili”… e che dire dei fitofarmaci e diserbanti e concimi che sono stati presentati sempre come scoperte mirabili e rivoluzionarie mentre oggi spesso si scansano come possibili portatori di terribili malattie.

E cosa succederà quando i terroristi avranno i droni? Li doteranno di quintali di esplosivo e ce li manderanno a migliaia sulle folle adunate per attendere il nuovo anno in tutte le piazze del mondo? Guidati ovviamente con tecnologie “da remoto”!

È evidente che il gioco ci è sfuggito di mano e che serve una fase di riflessione. Prima che sia troppo tardi questa sbornia collettiva, questa religione insana, questo Vitello Sacro dei nostri giorni è assolutamente necessario che venga riposto e che si apra un lungo periodo di blocco delle ricerche scientifiche. Serve che si ottimizzi l’uso delle tecniche già esistenti e se ne diffonda il loro impiego buono; serve che si cerchi e si pervenga ad un diverso assetto -più pacifico e più collaborativo- nei rapporti tra le popolazioni e tra governanti e governati; serve che i rischi della recente accelerazione nella ricerca vengano calcolati e neutralizzati; serve che per almeno mezzo secolo si cerchi pacificamente un nuovo ordine mondiale che diversamente sarà trovato con la contrapposizione bellica tra detentori di tecnologie sempre più terribili!

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Lunedì, 25 Gennaio 2016 12:27 Scritto da  In INNOVAZIONE E RICERCA Commenta per primo!

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