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Sorrento Meeting 2011

Presentazione Manifesto Sorrento Meeting 2011

NODI GORDIANI E SOLUZIONI ALESSANDRINE.
Di Toti Carpentieri


"Quel particolare rapporto che lega gli artisti al manifesto e che rappresenta, senz’altro, uno degli aspetti più affascinanti dell’arte moderna e contemporanea, si arricchisce di una nuova pagina con l’opera che Mimmo Paladino ha inventato per il Meeting “Mezzogiorni d’Europa” – Il caso Italia. Nodi Gordiani e soluzioni alessandrine”, guardando alla complessità degli argomenti oggetto delle due giornate degli incontri sorrentini incentrate tutte sulle mille problematiche che fanno capo all’economia, e in totale conformità agli strumenti del suo linguaggio creativo.

Fedele ad un immaginario che guarda alla storia e alle leggende, affascinato dalla scrittura e aduso all’impiego del mezzo grafico quale strumento di espressione e illustrazione di testi letterari, Mimmo Paladino ha saputo costruire un’immagine tridimensionale ad alto impatto visivo, in un rincorrersi ed intersecarsi di segni cromatici viluppantisi l’uno sull’altro, nella rappresentazione di quelle conflittualità che hanno toccato una geografia complessa e disomogenea che vede l’Italia ed il bacino del Mediterraneo quale indiscutibile centro d’attenzione. Non dimenticando come la centralità di qualsivoglia problema, ma anche la sua stessa e necessaria risoluzione, debbano ritrovarsi nell’uomo, nel suo sapere, nel suo operare e nella sua indiscussa individualità.

Ecco, allora, che nel rispetto delle leggende legate a quel taglio netto con cui Alessandro Magno recise il nodo di corteccia di corniolo (con cui Mida, figlio di Gordio il contadino acclamato re nel rispetto di quanto predetto da un oracolo, aveva legato ad un palo il carro trainato dai buoi con cui il padre era entrato in Telmisso, dedicandolo a Sabazio), per poi partire alla conquista dell’Asia, attuando così la profezia, Mimmo Paladino fa sì che il groviglio di fili e colori, che occupa tutta la superficie dell’opera, si apra di netto, a mò di quinta teatrale, rendendo visibile una testa umana, effigie del pensatore, riflessivo, immobile e silenzioso, oltre che figura allegorica densa di significati, capace, con quel suo gesto: unico, definitivo ed efficace, di pervenire alle soluzioni auspicate.

Nel segno della metafora, ma ben oltre la stessa."

 

Toti Carpentieri

Medaglia presidenziale assegnata al meeting OBI

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito al meeting “Mezzogiorni d’Europa- il caso Italia. Nodi gordiani e soluzioni alessandrine” una propria medaglia di rappresentanza. Si tratta di una speciale medaglia presidenziale in fusione di bronzo, 80 millimetri di diametro, che la Zecca di Stato sta in questi giorni provvedendo a coniare. L’adesione del Presidente della Repubblica al meeting dell'OBI, mediante il conferimento di una medaglia presidenziale, costituisce un motivo di grande soddisfazione e orgoglio che ripaga dei grandi sforzi che l'Osservatorio sta compiendo. L'Osservatorio banche Imprese ha  riunito rappresentanti istituzionali nazionali e internazionali, studiosi, rappresentanti del mondo imprenditoriale e bancario, ma anche giovani studenti e ricercatori per confrontarsi sulle possibili soluzioni di fuoriuscita dal sottosviluppo che frena ancora i Mezzogiorni d’Europa. Si tratta di un nuovo approccio centrato sul confronto tra le diverse esperienze e sul presupposto della responsabilità, piuttosto che sulla sterile rivendicazione assistenziale

Il meeting visto dai partecipanti

Il Meeting Mezzogiorni d'Europa - Il caso Italia si è contraddistinto per la particolarità di non essere "chiuso" e circoscritto al tavolo delle relazioni ma di voler coinvolgere anche e soprattutto i suoi partecipanti, accogliendo i contributi pervenuti prima e dopo lo svolgimento del convegno di:
Albarosa Macrì (Istituto E. Lanoce, Maglie) , Federico Pirro (Università di Bari), Riccardo Caggia (Banca Popolare Pugliese), Angelo Leogrande e Stefano Savella (Questioni Meridionali), Emmanuele Daluiso e Luigi Badiali (EuroIdees).

Tutti i contributi sono scaricabili nel banner in home page, insieme a quelli dei relatori e apportano un punto di vista in più riguardo le problematiche affrontate durante il Meeting.

Tutti coloro che vogliano condividere il loro contributo con le migliaia gli utenti che ogni giorno visitano il sito bancheimprese.it possono farlo inviando il testo all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

I documenti verranno poi sottoposti all'attenzione del board OBI e pubblicati sul nostro sito.

Grazie!

Riconoscimenti Obi assegnati ai partecipanti

L'Osservatorio Banche Imprese in occasione del Meeting Mezzogiorni d'Europa ha consegnato tre targhe di riconoscimento a tre personalità che si sono distinte per il loro impegno nei territori dei Mezzogiorni d'Europa.

La prima targa è stata destinata ad Antoni Kuklinski, professore emerito dell'Università di Varsavia, promotore del paradigma dei tre Mezzogiorni che ha ispirato il Meeting. La targa è stata ritirata da Patrjcya Artymowska, dirigente del Ministero per lo Sviluppo Regionale polacco, che è intervenuta al Meeting presentando un suo paper sulle problematiche e sulle prospettive di crescita nella Polonia dell'Est.

La seconda targa è stata consegnata al prof. Pedrag Matveievic' per  "aver dedicato la sua vita ad analizzare e difendere le ragioni di un Mediterraneo sospeso tra poesia e conflitti" come recita la targa stessa.

La terza targa è stata destinata infine all'Ambasciatore Omar Massalha, Segretario Generale del Forum per la Pace nel Mediterraneo per il suo impegno nel dialogo, nella solidarietà e nella pace fra i popoli del Mediterraneo ed è stata ritirata dal dott. Giovanni Battista Valenza, che collabora con l'Ambasciatore Massalha per le attività del Forum.

La cerimonia di consegna delle targhe è avvenuta a conclusione dell'evento che per due giorni ha trasformato Sorrento in una fucina di idee e nuove proposte di sviluppo per le aree dei Mezzogiorni.

Intervista a Bruno Amoroso

L'intervista. A Bari Bruno Amoroso, docente emerito a Roskilde, in Danimarca, descrive una "geo-economia" di tipo nuovo
MEZZOGIORNI D'EUROPA. EST E MEDITERRANEO, "FRONTIERE" IN CRISI

Il Meeting visto dai partecipanti

Il Meeting Mezzogiorni d'Europa - Il caso Italia si è contraddistinto per la particolarità di non essere "chiuso" e circoscritto al tavolo delle relazioni ma di voler coinvolgere anche e soprattutto i suoi partecipanti, accogliendo i contributi pervenuti prima e dopo lo svolgimento del convegno di:
Albarosa Macrì (Istituto E. Lanoce, Maglie) , Federico Pirro (Università di Bari), Riccardo Caggia (Banca Popolare Pugliese), Angelo Leogrande e Stefano Savella (Questioni Meridionali), Emmanuele Daluiso e Luigi Badiali (EuroIdees).

Tutti i contributi sono scaricabili nel banner in home page, insieme a quelli dei relatori e apportano un punto di vista in più riguardo le problematiche affrontate durante il Meeting.

Tutti coloro che vogliano condividere il loro contributo con le migliaia gli utenti che ogni giorno visitano il sito bancheimprese.it possono farlo inviando il testo all'indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 

I documenti verranno poi sottoposti all'attenzione del board OBI e pubblicati sul nostro sito.

Grazie!

Mezzogiorni d'Europa 2011 - ATTI

Focus e Comunicati stampa del Sorrento Meeting 2011

Mezzogiorni d’Europa e questione meridionale

31 maggio 2011 - La questione meridionale continua a essere dibattuta in Italia e percepita in Europa come un problema creato dalle specificità del processo storico e politico italiano e della cultura delle regioni meridionali. La tesi sostenuta dagli autori del libro Il “Mezzogiorno” d’Europa”, a cura di Bruno Amoroso, è che il problema meridionale non è specifico dell’Italia, ma di tutti i Paesi che hanno percorso processi analoghi di sviluppo eurocentrico, caratterizzati dalla mancata integrazione di parti del Paese al mercato nazionale e che occupano una posizione geografica di frontiera rispetto al mercato capitalistico nazionale ed europeo.Entrambi questi fattori hanno trasformato le specificità di questi mercati e sistemi produttivi in ostacoli alla crescita economica accrescendo la marginalità di queste aree.L’analisi individua l’esistenza di tre “Mezzogiorni” d’Europa (Sud Italia, Polonia Orientale e Germania dell’Est) e trasforma la specificità del caso italiano, con il cumulo di esperienze ed errori delle politiche sin qui perseguite dallo stato italiano e dall’Unione Europea, in un esempio per ri-orientare le politiche nazionali ed europee verso le proprie regioni e mesoregioni.Questa nuova ipotesi di ricerca si basa sull’interazione di una serie di quattro concetti: lunga durata;barriere allo sviluppo; nodi gordiani; soluzioni alessandrine. L’autore Antoni Kuklinski illustra questa interazione nel modo seguente:1. Nel processo di lunga durata di una determinata regione emergono una serie di barriere alla rigenerazione delle sue comunità e sistemi produttivi.2. La realtà del processo decisionale convenzionale non è in grado di delineare e implementare una serie di scelte strategiche che potrebbero introdurre una svolta con la liquidazione delle barriere storiche.3. Questa situazione caratterizzata dall’assenza crescente di formulate, elaborate e implementate decisioni strategiche capaci di superare le barriere esistenti è qui definita come nodo gordiano.4. A causa del fallimento del processo decisionale convenzionale le soluzioni alessandrine sono l’unico modo di tagliare i nodi gordiani di una regione.Una discussione su come incorporare una nuova traiettoria nel programma di ricerca sul futuro delle regioni europee è l’obiettivo di questo forum.


 

Un nuovo paradigma per il Mezzogiorno

20 maggio 2011 - Lo sviluppo del Sud è stato sempre pensato come recupero di un ritardo rispetto alle aree definite più avanzate sulla base delle rappresentazioni che da tali aree venivano proposte. Quelle che erano le caratteristiche proprie dei territori, quelle che erano le specificità sociali e culturali, sono usualmente state considerate degli ostacoli da rimuovere. Il paradigma del ritardo ha interpretato lo sviluppo come graduale accesso alle medesime condizioni, non rilevando che le differenti condizioni di partenza creano una distanza ineliminabile, se è misurata esclusivamente a partire dai parametri di coloro che sono collocati più avanti. Per superare le visioni convenzionali della questione Mezzogiorno, dobbiamo fare lo sforzo di rimettere in discussione anche le premesse da cui parte l’analisi del dualismo, la stessa idea di modernità che è diffusa dai modelli di modernizzazione.Da questa posizione critica possiamo provare a formulare una nuova idea di Mezzogiorno.Il primo passo è evitare le due trappole in cui cade spesso il meridionalismo. La prima è considerare il Sud una patologia. La seconda è difendere tutto ciò che vi è nel Mezzogiorno e negare l’esistenza dei suoi problemi, a partire da quelli legati alla cattiva amministrazione, alla illegalità e alla criminalità. Costruire una nuova rappresentazione del Mezzogiorno è il nostro intento.

Galleria Sorrento Meeting 2011

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