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Se il Mezzogiorno corre l'Italia metterà le ali alla sua economia - Riflessioni di Antonio Corvino

Se il Mezzogiorno corre l'Italia metterà le ali alla sua economia - Riflessioni di Antonio Corvino 

SE IL MEZZOGIORNO CORRE L’ITALIA METTERÀ LE ALI ALLA SUA ECONOMIA.
SE IL MEZZOGIORNO ARRANCA L’ITALIA INTERA ARRANCHERÀ.

Che fine ha fatto il Mezzogiorno nelle politiche del Governo nazionale?
Ci sono spazi nella legge di bilancio in discussione?
Le risposte sono, purtroppo negative!
Non vi è una visione per il Sud!
Ne può essere considerata tale l’idea, solo ventilata senza alcuna declinazione, che il Mezzogiorno vada considerato in un quadro nazionale complessivo! Idea peraltro già circolata negli anni novanta e fatta propria dai governi dell’epoca senza esiti positivi per il Mezzogiorno ed anzi con conseguenze assolutamente negative sul piano delle strategie, dei programmi di investimento e della spesa financo corrente! Il mezzogiorno si perse nei fumi delle politiche nazionali con l’unico risultato della drastica riduzione degli investimenti pubblici. Poi arrivarono la questione settentrionale, le suggestioni del federalismo fiscale e la storia dell’autonomia fiscale delle regioni virtuose del nord. Del Sud nessuna notizia.

Gli ultimi governi tentarono un aggiustamento. Fu stabilito l’obbligo del 34% della spesa nazionale ( purtroppo rimanevano esclusi i grandi player pubblici)al Mezzogiorno e soprattutto fu varato un programma di investimenti sulla logistica e furono varate le ZES che tuttavia languono nelle secche delle indecisioni politiche.
Sembra che tutto questo sia scomparso dall’orizzonte.
Il pregevole articolo del Sole 24 ore fa il punto richiamando la necessità di una visione e di programmi che colmino il divario nord -sud sul piano del valore aggiunto che poi significa sul piano della capacità produttiva.
Il prossimo 23 novembre presenteremo a Palermo nell’ambito delle giornate dell’economia, come OSSERVATORIO BANCHE-IMPRESE DI ECONOMIA E FINANZA, le nostre anticipazioni sull’andamento del PIL-VALORE AGGIUNTO ED OCCUPAZIONE NEL MEZZOGIORNO A LIVELLO COMUNALE.
Ma già oggi possiamo dire che i timidi segnali di accelerazione riscontrati nel biennio 2015/2016 si sono esauriti.
Le nostre proiezioni spostano ben oltre la seconda
Metà del prossimo decennio il ritorno ai valori assoluti del 2007 .
L’urgenza quindi, al di là delle pregevoli eccellenze che pure sono presenti nel Mezzogiorno senza tuttavia dar vita ad un tessuto compatto e ampio, è quella di formulare una politica di sviluppo efficace per il Mezzogiorno. Essa potrà beneficiare dei provvedimenti nazionali ma dovrà contare su vantaggi competitivi forti in grado di attrarre investimenti esterni e mobilitare quelli interni. Sviluppo della Logistica sul piano della integrazione Porti-Ferrovie-Aeroporti da Sud verso nord ( guardando all’Europa);
Internazionalizzazione sul piano della intercettazione dei grandi flussi della domanda mondiale ( a partire dalla cinese via della seta);
Sviluppo della produzione di quarta generazione ( digitalizzazione e intelligenza artificiale applicata alla produzione), e delle nuove frontiere energetiche;
Avvio di vasti programmi infrastrutturali funzionali allo sviluppo ed alla integrazione logistica in chiave europea e mondiale;
Politiche di vantaggio fiscale e di sostegno al lavoro;
Varo delle ZES e sviluppo del tessuto produttivo ;
Rappresentano altrettanti cardini di un progetto Sud che non può essere disatteso.

VA RIBALTATA L’IDEA CHE IL SUD PUÒ BENEFICIARE DI UNA POLITICA CHE STIMOLI IL SISTEMA NAZIONALE. E CHE, QUINDI, LE POLITICHE NAZIONALI DEBBANO PREVALERE SU QUELLE DEL MEZZOGIORNO.

NON FUNZIONA. È VERO IL CONTRARIO.

L’ITALIA POTRÀ BENEFICIARE DI UNA POLITICA A SOSTEGNO DELLO SVILUPPO DEL MEZZOGIORNO.

SE IL MEZZOGIORNO CORRE L’ITALIA METTERÀ LE ALI ALLA SUA ECONOMIA.

SE IL MEZZOGIORNO NON CRESCE L’ITALIA ARRANCHERÀ.

 

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