 La manovra correttiva varata con il DL 78/2010 prevede, oltre a numerose misure dure, ma necessarie, anche la chiusura dell’unico ente di ricerca pubblico in campo economico: l’Istituto di Studi e Analisi Economica (ISAE). L’ISAE, oltre ad essere un istituto che gode di grande prestigio nazionale e internazionale, è da sempre un importante partner dell’Osservatorio Banche-Imprese. Senza questo Istituto non sarebbe stato possibile condurre l’indagine congiunturale sulle imprese del Mezzogiorno e non avrebbero mai visto la luce numerosi rapporti e prodotti di ricerca dell’Osservatorio.
Ma la chiusura dell’ISAE non recherà danni solo all’attività dell’Osservatorio. Questo Istituto, infatti, offre da anni analisi economiche puntuali, documentate ed equilibrate su tematiche cruciali, come i provvedimenti per il rientro del debito pubblico, la riforma del welfare e, soprattutto, l’attuazione del federalismo. Su quest’ultimo argomento l’ISAE ha sempre mantenuto un atteggiamento estremamente prudente e ponderato, sottolineando le opportunità del nuovo assetto federale, senza tuttavia nascondere i rischi per la coesione sociale e per l’equilibrio dei conti pubblici. Chiudere l’ISAE significa privare il dibattito economico di un punto di riferimento di riconosciuta affidabilità, che si è sempre sottratto alle polemiche strumentali ed ai toni “urlati” da talk show.
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